Quando le frequenze si riconoscono

Ci sono giornate che finiscono lasciandoti addosso una sensazione difficile da descrivere.

Ieri è stata una di quelle.

Abbiamo trascorso molte ore insieme a progettare il prossimo anno accademico, immaginando nuovi percorsi, nuove esperienze, nuove possibilità. Ma, a un certo punto, mi sono resa conto che la cosa più preziosa non erano le idee che stavamo costruendo.

𝐄𝐫𝐚 𝐥'𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚.

Guardando i gong nello studio di registrazione ho pensato che, in fondo, funzioniamo un po' così anche noi.

Ogni gong possiede una propria frequenza, una propria voce, una propria identità. Non deve assomigliare agli altri per creare bellezza. È proprio quando ogni suono rimane autentico che nasce qualcosa di più grande: una risonanza comune.

𝐶𝑟𝑒𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒.

Quando ci si riconosce negli stessi valori, quando si parla la stessa lingua del cuore, quando c'è rispetto, entusiasmo e desiderio sincero di costruire insieme, il lavoro smette di essere semplicemente lavoro.

Diventa il piacere di condividere idee.
Di ascoltarsi davvero.
Di ridere.
Di immaginare.
Di creare qualcosa che, da soli, non sarebbe mai stato possibile.

𝑬 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒔𝒄𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒄𝒉𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒊, 𝒎𝒂 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒊.

Negli ultimi anni la vita continua a portare sul mio cammino persone meravigliose, competenti, autentiche e profondamente umane.

Non considero tutto questo una coincidenza.
Lo vivo come un dono.
E oggi sento semplicemente il desiderio, ancora una volta, di dire una parola che troppo spesso diamo per scontata:

Grazie Maitri Marjorie J. Biondo, grazie Daniele Sinigallia

Perché quando le frequenze sono davvero allineate, non nasce soltanto una collaborazione. Nasce una piccola orchestra di anime che, ciascuna con la propria voce, contribuisce a creare un'unica armonia.

𝐄 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐞, 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐳𝐚.

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